Test Lumix S1RII

Avere la possibilità di testare un prodotto a cui si è interessati è davvero importante, soprattutto se lo si può usare nell’ambito di applicazione che si prevede.

Ed io ho avuto modo di eseguire questo Test Lumix S1RII, grazie allo store Punto Foto, per la prima volta nel maggio del 2025.

Lo so, la recensione scritta ha tardato molto ad arrivare ma, quasi subito dopo la prova, ho realizzato un video di sintesi delle mie impressioni pubblicato sul profilo instagram PixCutLab.

Ma veniamo al dunque; in questa recensione Lumix S1RII vedremo, in ordine, gli aspetti fondamentali che mi hanno spinto a dare ancora fiducia al brand Panasonic: autofocus, versatilità, colorimetria e costruzione dell’oggetto.

Non mi astengo mai, nemmeno stavolta, dal segnalare le mie perplessità.

L’autofocus della Lumix S1RII

Diciamolo senza problemi: era la cosa che m’interessava maggiormente dato che continuare a lavorare – ormai dalla fine del 2019 – con le due Lumix S1 e S1R non era più sostenibile.

Certo la versatilità delle camere, la malleabilità dei file raw e ormai una completa conoscenza degli strumenti mi avevano portato a sapere in anticipo dove c’era una possibilità di fallimento e, pertanto, potevo prevederla ed evitarla.

Ma, onestamente, nel 2025 volevo qualcosa di più affidabile ed ero anche pronto a cambiare brand per ottenerlo.

Comunque la Lumix S1RII ha superato a pieni voti l’esame; l’autofocus è affidabile, preciso, veloce e usabile anche in continuo.

Ma, durante lo shooting, con Francesca ci siamo concessi anche la possibilità di qualche scatto fuori assignment, in strada e all’imbrunire e devo dire che la camera ha perfettamente focheggiato.

Versatilità

Anche qui Panasonic ha fatto un lavoro egregio, siamo di fronte a una mirrorless quasi perfetta dal punto di vista operativo. Più leggera rispetto alla Lumix S1R, più compatta, perfettamente funzionale sotto ogni punto di vista.

Trovo utilissima la ghiera sulla calotta, a sinistra, per passare velocemente dalla modalità foto a quella video e viceversa. Tra l’altro ogni modalità mantiene le impostazioni dell’ultimo utilizzo e, questo, per chi come me sul set cattura spesso anche qualche clip video è davvero apprezzato.

Colorimetria

Panasonic mi ha sempre dato tutto quello di cui ho bisogno in quest’ambito e con le nuove fotocamere le cose stanno ancora così.

Per scendere nel dettaglio aggiungo che il colore delle nuove ammiraglie è più ricco e forse, proprio per questo, anche un po’ più problematico in fase di sviluppo. Ma basta avere più competenze per risolverlo.

Rispetto alla S1R trovo che ci sia una colorimetria più vasta e carica di gialli e verdi.

Lumix S1R: tendente a una velatura magenta sempre presente, ma più facile da correggere
Lumix S1RII: ricca di tonalità intermedie orientate allo spettro cromatico caldo, ma che necessitano di maggiori correzioni selettive.

Costruzione

Fatta bene e solida. I materiali restano validi e sono superiori a quelli della Lumix S5II o S5IIX. Chiaramente da una fotocamera da oltre 3000 € ce lo si aspetta, ma non è scontato.

Critiche

Poche, devo ammetterlo.

La batteria in primis. Certo un accumulatore più piccolo consente di alleggerire molto il corpo, ma bisogna ammettere che è meno performante rispetto alla precedente: circa 500 immagini rispetto alle 1000. Nulla di grave, la concorrenza non offre comunque di meglio.

Infine, il tasto REC sul fronte nell’angolo in basso a destra. Perfettamente inutile e fastidioso dato che spesso lo si attiva involontariamente e, ve l’assicuro, succede molto più spesso di quel che si pensi.

Conclusioni

Per tutto il resto devo aggiungere che una fotocamera così va solo goduta.

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